Aula di studenti con visore
Rapporto OCSE 2023: Trasformazione digitale in forte ritardo nell’educazione
Eppure le tecnologie digitali possono consentire un’istruzione più personalizzata
di Federico Ruggiero
Per la prima volta, il Digital Education Outlook 2023 dell’ Ocse, Organizzazione per lo Sviluppo e Cooperazione economica, si pone l’obiettivo di fotografare lo stato attuale della transizione digitale La pandemia causata da Covid-19 ha accelerato il processo ma quali sono i Paesi più virtuosi sotto nel loro percorso verso la trasformazione digitale? E quali paesi devono colmare un ritardo? Il tema centrale in questo caso è l’educazione.
É ormai assodato che le tecnologie digitali possono aprire nuove possibilità nel campo dell’educazione, aumentandone l’efficacia e il grado di personalizzazione. Software e strumenti digitali permettono di modellare l’istruzione, andare incontro alle esigenze dei discenti con l’intento di offrire un’istruzione decisamente più personalizzata e sullo sfondo la possibilità di ridurre il divario economico, sociale e culturale tra studenti in un’ottica di maggiore inclusione e equità, incrementando qualità ed efficacia dell’insegnamento, alimentando il settore della ricerca.
Dall’altro lato, la digitalizzazione si trova costretta ad affrontare nuove sfide legate al divario digitale tra le popolazioni, alle limitate performance della tecnologia accessibile su larga scala, ai bias che possono crearsi e alimentarsi, alle inefficienze dell’ecosistema digitale, alla gestione dei dati sensibili e privacy, all’etica legata all’uso dell’intelligenza artificiale, all’accettazione sociale di adottare la tecnologia nella formazione.
Molti dati ma usati solo per le statistiche
“Having a robust physical digital infrastructure is a pre-requisite for digital education.”
Il prerequisito per la trasformazione digitale dell’educazione è la presenza di un forte ecosistema caratterizzato sia dall’uomo sia dalla tecnologia.
Non a caso, il cosiddetto “Student Information System”, che rappresenta la raccolta di dati e informazioni riguardanti le attività, i risultati degli studenti, diventa di estrema importanza per avere una base reale sulla quale lavorare per migliorare la didattica. Peccato, però, che questo strumento sia spesso adoperato per soli fini statistici.
Per l’OCSE rimane fondamentale il ruolo dell’insegnante che dovrebbe essere sempre di più in grado di utilizzare gli strumenti digitali. In questa prospettiva, la maggior parte dei paesi ha delle linee guida standard ma pochi hanno vere e proprie norme volte a regolare e riconoscere le competenze digitali dei docenti.
Come si stanno muovendo i Paesi dell’Ocse?
Molti stanno seguendo un percorso di transizione digitale piuttosto che di trasformazione digitale del sistema educativo, perdendo gran parte dei vantaggi che gli strumenti digitali possono offrire al sistema. Sullo stesso piano, l’enorme quantità di dati raccolti, spesso, rimane fruibile esclusivamente dagli enti governativi (e simili) mentre è preclusa a studenti, famiglie e insegnanti.
La prima figura mostra il basso numero di paesi che hanno già adottato strumenti digitali più sofisticati rispetto a quelli più semplici. Il rapporto ci dice che la maggior parte fornisce informazioni sull'orientamento allo studio e alla carriera attraverso mezzi digitali, anche se pochi di essi utilizzano strumenti per richieste più personalizzate e che gran la parte delle valutazioni nazionali è digitalizzata o in procinto di esserlo. Per quanto riguarda la digitalizzazione degli esami, solo pochi paesi hanno scelto questa strada. È significativo, inoltre, evidenziare che ci sono pochi strumenti digitali di gestione del sistema e dell'istituzione che ricorrono a tecnologie di IA come strumenti di analisi dell'apprendimento o di raccomandazione. Gli utilizzi più avanzati della tecnologia consistono nel rendere disponibili le informazioni attraverso dashboard o nell'implementazione di algoritmi basati su regole, in particolare per i meccanismi di finanziamento o per la gestione delle iscrizioni o delle domande di iscrizione alle scuole. I dati mostrati sono incoraggianti per avvicinarsi a una vera e propria trasformazione, anche se la strada è ancora molto lunga per un gran numero di paesi.
Elaboration from the author of this summary
Source: OCSE Digital Education Outlook (2023)
La seconda immagine evidenzia l’esiguo numero di paesi utilizzatori di strumenti digitali automatizzati o basati su algoritmi. Nel settore dell'istruzione è relativamente poco frequente che gli strumenti digitali adottino anche algoritmi non basati sull'IA, come ad esempio le dashboard o i modelli adattivi.
Non esiste praticamente alcun processo decisionale o di suggerimento automatizzato. Sebbene la maggior parte degli stati fornisca piattaforme di orientamento allo studio e alla carriera per gli studenti, queste hanno poche funzionalità adattive che permettano di individualizzare i suggerimenti di studio o di carriera.
Elaboration from the author of this summary
Source: OCSE Digital Education Outlook (2023)
