
Modello per l'IA a scuola liberamente tratto dal testo
Intelligenza Artificiale a scuola: strategie didattiche per educare al pensiero critico
"Scuola e Intelligenza Artificiale: Percorsi di Alfabetizzazione Critica", un testo che offre il tentativo di un framework sull'applicazione dell' IA in classe
di Lydia Zampolini
L'Intelligenza Artificiale (IA) non è certo una novità: da circa settant'anni è oggetto di studio ed è, ormai, entrata a far parte della nostra quotidianità in modo dirompente. Il clamore è scoppiato da quando chatGPT è stato reso accessibile agli utenti, provocando un approccio polarizzante, da una parte è la soluzione per ogni quesito, dall’altra il timore che possa alla fine sostituire l’umano o rendere difficile distinguere il vero dal verosimile e falso. Di fronte a questo scenario, e all’impatto che ha e avrà sulla nostra società e sulla vita quotidiana, il mondo della scuola non può rimane estraneo al dibattito e si interroga sul possibile ruolo dell’IA nel preparare gli studenti a navigare questo nuovo panorama tecnologico, che con una adeguata “messa a terra” può rappresentare una grande opportunità per educare al pensiero critico e costruire competenze indispensabili per la nostra epoca
I passi avanti nella ricerca: IA nella formazione di base
Il libro Scuola e intelligenza artificiale: percorsi di alfabetizzazione critica, di Maria Ranieri, Stefano Cuomo e Gabriele Biagini, pubblicato a gennaio 2024, offre uno sguardo nuovo sul tema, sviluppando una riflessione che fonda il piano istituzionale e quello della ricerca, argomentando come l’istruzione possa affrontare questa sfida e come questa debba essere parte integrante della formazione di base.
Da una parte, il piano istituzionale, espresso nel DigComp e DigCompEdu, evidenzia l’importanza delle competenze digitali negli studenti, inclusa la comprensione critica delle tecnologie come l’IA, nel panorama educativo moderno; dall’altra, il piano della ricerca, amplia il concetto tradizionale di literacy, ponendo l’accento su un’educazione che tenga conto delle nuove forme di alfabetizzazione.E se questo rende chiara la necessità di presa in carico da parte della scuola di questi temi, la domanda che rimane aperta, e a cui gli autori cercano di dare risposta sotto una prospettiva pedagogica e attenta agli aspetti per e nell’alfabetizzazione critica all’IA è: in che termini occuparsene?
Definire il concetto di intelligenza artificiale
Il punto di partenza per rispondere alla domanda e definire il framework su cui si sviluppa la riflessione del libro è circoscrivere il concetto di intelligenza artificiale. È un concetto presente da tempo, a cui vengono associate definizioni non univoche, accomunate dal riferimento continuo all’intelligenza umana. Gli autori, dopo aver stilato una breve rassegna di definizioni esistenti, privilegiano quella dell’UNESCO per la sua pluralità di dimensioni; una visione multidimensionale che si riflette, poi, nel framework adottato in questo volume e che coniuga l’elemento informazionale, cognitivo e decisionale:
“elaborare informazioni attraverso modelli e algoritmi, apprendere e gestire compiti nonché effettuare previsioni, prendere decisioni sia in ambienti reali che virtuali.”
Alla luce di ciò, gli autori si soffermano sulla necessità di una vera e propria literacy dell’intelligenza artificiale per vivere nel XXI secolo. Si tratta di conoscerne e comprenderne le funzioni di base, oltre che saper leggere, lavorare con, analizzare e creare con l’IA, sapendo navigare comprendere e interagire in modo critico in un ecosistema - quello dell’IA - che intreccia tecnologia, società e individuo. Citando Lang e Magerko (2020) viene sottolineata questa necessità di avere le competenze per usare in modo efficace strumenti di IA in modo da consentire agli studenti di partecipare attivamente al dibattito attuale e di sviluppare una cittadinanza digitale informata.Il piano teorico-istituzionale rende chiara l’urgenza di includere questi aspetti nell’agire didattico. Tuttavia, da docenti, ci si chiede come renderlo operativo in classe.
Il libro non si limita a identificare le sfide, ma offre soluzioni pratiche a chi lo legge. A partire da un framework che prende in esame quattro dimensioni, gli autori delineano temi e problemi di ciascuna, portando esempi di esperienze didattiche nei metodi e strumenti di ciascun capitolo. Le competenze tecniche, quindi, non diventano un ostacolo alla comprensione dell’Intelligenza Artificiale, anche per i docenti meno esperti che si approcciano a sviluppare percorsi di alfabetizzazione critica. Esplorare la dimensione conoscitiva vuol dire conoscere e comprendere l’IA e l’approccio proposto è quello della philosophy for children o del coding unplugged; usare e applicare l’IA non è scontato e coinvolge la dimensione operativa che tramite la tecnica del trial and error e della gamification permettono di comprendere come le macchine svolgono alcuni compiti. Se l’IA fa parte del nostro quotidiano, non possiamo che farne un uso consapevole, sviluppando la dimensione critica che permette di comprendere e valutare l’IA oltre l’automazione, tramite un approccio di inquiry based learning e di problem solving; e ancora, conoscerne le implicazioni etiche diventa occasione per iniziare a sviluppare una cittadinanza attiva in debate e studi di caso.
In conclusione, Scuola e Intelligenza Artificiale: Percorsi di Alfabetizzazione Critica offre uno sguardo approfondito e pragmatico su come l'istruzione possa preparare gli studenti a navigare nell'era dell'IA. Con esempi concreti e approfondimenti teorici, il libro si rivela una guida per educatori e studiosi interessati a plasmare il futuro dell'istruzione nell'era digitale. Per saperne di più, non resta che immergersi nelle pagine di questo libro.
Maria Ranieri, Stefano Cuomo, Gabriele Biagini: Scuola e Intelligenza artificiale, Percorsi di alfabetizzazione critica, Carocci Editore, Roma, 2024