La copertina del libro
L'uomo e l'immaginario: Calvino, lo sguardo sul mondo che verrà
La rivoluzione tecnologica l'aveva immaginata oltre 50 anni fa l'autore tra i più visionari del panorama letterario italiano, Italo Calvino.
di Elena Martino
Nel 2023 si è celebrato il centenario della nascita di Italo Calvino, il "visionario", lo scrittore, l'artista, l' uomo capace di immaginare il futuro. Il cervello comincia dall'occhio scriveva l'autore ligure al quale Roma ha dedicato la mostra di grandissimo successo, Favoloso Calvino. Un artista a tutto tondo: libri, visioni del futuro tradotte in immagini, disegni, foto, produzioni in grado di trasformare il mondo in un'opera d'arte, con i suoi nuovi strumenti, come l'intelligenza artificiale. Se la mostra ha aiutato a toccare con mano la versatilità e la ricchezza della produzione calviniana, il libro "Il Visconte Cibernetico", scritto da Andrea Prencipe e Massimo Sideri, riesce ad esplorare l'intersezione tra letteratura e tecnologia, prendendo ispirazione dal pensiero calviniano e dalle sue riflessioni proprio sull'intelligenza artificiale (IA). Gli autori mettono alla prova gli insegnamenti di Calvino, cercando di capire come il suo metodo possa aiutare a interpretare il presente e affrontare le crisi attuali.
Una visione scientifica
La prefazione di Maria Chiara Carrozza sottolinea l'importanza del libro come guida per comprendere il nostro ruolo in un'epoca di grandi transizioni, caratterizzata da scoperte scientifiche e tecnologiche rivoluzionarie, come l'ingegneria genetica e l'intelligenza artificiale. Carrozza evidenzia come l'IA, emulando abilità cognitive umane, susciti interrogativi profondi e possa spaventare se non viene compresa e analizzata con competenza. Il più che mai attuale "Metodo Calvino" offre uno strumento per orientarsi nella modernità, per vedere il futuro e costruirlo con la nostra creatività.
“I suoi principi fondanti sono le basi per affrontare il cambiamento di paradigma delineato nel Visconte Cibernetico”.
Il Visconte, prima dimezzato, ora cibernetico, esemplifica l’integrazione tra i due poli opposti del naturale e dell’artificiale, tra uomo e tecnologia, e rappresenta un’omaggio alla cibernetica da chi ha creduto di sviluppare l’artificiale per comprendere il naturale.
L'IA e il nuovo paradigma: dalla risposta alla domanda
Il libro affronta il cambiamento di paradigma imposto dall'IA e dalla digitalizzazione, riflettendo su come la società si sia spostata verso una "cultura della risposta" e come questo influisca sul nostro rapporto con la conoscenza e la creatività. Prencipe e Sideri, ispirandosi a Calvino, sottolineano l'importanza del pensiero divergente e della capacità di porsi domande; entrambi avvertono che la vera minaccia non è l'IA stessa, ma la possibilità di perdere la capacità di formulare le domande giuste.
Gli autori mettono in luce come le macchine, per comprendere il mondo, abbiano bisogno di categorizzare e semplificare, mentre la creatività umana risiede nella capacità di combinare elementi in modi nuovi e inaspettati. Utilizzando l'esempio di Salvador Dalì e il suo "telefono aragosta", Prencipe e Sideri illustrano come l'arte e la letteratura possano sfidare le categorizzazioni rigide delle macchine.
Recuperare il valore del corpo
Il libro esplora anche il ruolo del corpo nell'elaborazione della conoscenza. La digitalizzazione crea una distanza fra l'uomo e il mondo, trasformando il cervello umano in una semplice macchina di elaborazione dati. Gli autori richiamano l'importanza di esperienze dirette e della scrittura manuale per mantenere viva la nostra creatività e capacità di pensiero. "Il Visconte Cibernetico" è una riflessione profonda sul futuro dell'umanità nell'era dell'intelligenza artificiale. Prencipe e Sideri, seguendo le orme di Calvino, offrono un antidoto contro la "colonizzazione del futuro" da parte della tecnologia. Essi insistono sulla necessità di mantenere il potere e la responsabilità di pensare creativamentee di porre domande, sottolineando che, sebbene le risposte possano essere fornite dalle macchine, la formulazione delle domande resta una prerogativa esclusivamente umana.
La creatività è prerogativa umana
Questo libro rappresenta un'importante lettura per chiunque sia interessato a capire come la tecnologia influenzi la nostra società e il nostro modo di pensare. Gli autori offrono un contributo significativo al dibattito contemporaneo su intelligenza artificiale e creatività, invitando i lettori a riflettere sul proprio ruolo in un contesto dove l’IA continuerà ad evolversi per produrre soluzioni e risposte in vari ambiti di applicazione e “idealmente imporre un ripensamento di tutta la filiera educativa che dovrà contemplare modelli educativi ed azioni educative che pongano attenzione su curiosità e creatività quali pratiche metacognitive dell’apprendimento”.
Calvino, l'arte di osservare il futuro
Il contributo di Italo Calvino alla letteratura italiana, e probabilmente mondiale, è indiscutibile: molti lo riconoscono come uno dei grandi innovatori, capace di combinare influenze, trame e visioni per creare nuove concezioni della letteratura, specialmente in relazione al rapporto dell’uomo con i tempi in cui vive. Calvino il visionario, che ha saputo evidenziare disagi, drammi, e a volte anche felicità e comportamenti sognanti, rispecchiando la complessità dell'esistenza umana. Quello che colpisce maggiormente della sua vita letteraria è la straordinaria abilità di esprimersi sia in termini strettamente legati all’uomo, sia attraverso sperimentazioni sulla narrazione e vere e proprie “visioni” sull’universo e sulla nascita della vita, al limite tra il metaforico, il fantastico e l’ironico.
I filosofi greci e la capacità eterna di porre domande
"Il Visconte Cibernetico" esplora proprio questo aspetto avanguardista del pensiero di Calvino, collegandolo al sogno dell’intelligenza artificiale. Calvino, secondo gli autori, offre un antidoto contro la “colonizzazione del futuro” da parte della tecnologia, enfatizzando l’importanza di mantenere la capacità umana di pensare creativamente e porre domande significative. Dedicano l’intero capitolo “Ars interrogandi e ars respondendi” a questo tema, sottolineando l’importanza del porsi le domande giuste usando come esempio quello di Aristotele: “Perchè continuiamo a citare filosofi dell’antica Grecia se le loro risposte appaiono errate? Ebbene, scriveva Russell: Continuiamo a citarli perché le domande erano giuste e ancora oggi rimangono valide”.
Una letteratura senza confini
Definire i romanzi di Calvino come i primi “d’avanguardia” può essere riduttivo e poco pertinente, soprattutto quando ci si riferisce a un pilastro del pensiero letterario. È meglio considerare Calvino per l’enorme influenza che ha avuto sulle generazioni successive di scrittori. "Il Visconte Cibernetico" ci aiuta a capire come le sue intuizioni e le sue visioni continuino a risuonare oggi, in un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale.
In questo modo, non si rischia di restringere il campo dell’esistenza di un autore che, probabilmente, è e sarà senza tempo. Le influenze di Calvino sono riconducibili a un'idea di letteratura che trascende le etichette e continua a ispirare pensieri innovativi e creativi nel nostro rapporto con la tecnologia e con il futuro, in un’ottica di Open Innovation.
