A Lezione di Media Education

Il gruppo Lesdit al media education lab

Il gruppo Lesdit al media education lab

 

 

A Lezione di Media Education

i dottorandi di Lesdit alle prese con nuovi linguaggi e materie di approfondimento
di Simone Pinetti
 

Nella nostra società sempre più connessa, dominata dai social e dall’intelligenza artificiale, diventa necessario riflettere su come educare i cittadini a gestire il cambiamento che le tecnologie portano nelle nostre vite.

Ho cercato anche io, dottorando in Learning Sciences and Digital Technologies di capirne di più e di osservare in una doppia veste sia il bisogno di conoscere e di apprendere sia l'approccio di chi insegna e diffonde la Media Education. Mi sono così iscritto alla Summer School organizzata da MED “Associazione Italiana Media Education”, che da decenni promuove certi temi con diverse iniziative e con una scuola estiva giunta ormai alla 33° edizione.

Cosa vuol dire educare ai media?

La MED non nasconde un'agenda di educazione ai media che cerca di favorire comprensione, uso e consapevolezza delle nuove tecnologie e dei loro prodotti. Pertanto lavora in modo strategico con coloro che la Media Education la devono portare avanti nel quotidiano: educatori ed insegnanti.

Come ex-educatore d’infanzia e ricercatore in training mi sono così immerso nelle attività teoriche e laboratoriali ed ho maturato alcune riflessioni e risonanze che mi piace condividere con i lettori di questa comunità.

Tema caldo e focus privilegiato di questa scuola estiva è stata l’intelligenza artificiale. A guidare e introdurre la riflessione su questo tema è stato il professor Stefano Moriggi che ha condiviso numerosi spunti e tutti molto interessanti. Due mi hanno colpito in modo particolare:

Il matrimonio con l’intelligenza artificiale è cosa fatta

L’IA  fa parte delle nostre vite e non si torna indietro. Una verità che a volte si fa fatica ad accettare, anche perché non ci siamo presi il tempo di ponderare questo “matrimonio”, di valutarne prima i pro e i contro: la nostra vita è permeata di intelligenza artificiale da molti anni, non ne abbiamo avuto spesso consapevolezza e facciamo bene a studiarla, conoscerla, apprezzarla, valutarne i pro e i contro, i rischi e le opportunità, insomma a governarla perchè l'intelligenza artificiale in assoluto e l'intelligenza artificiale generativa sono qui per restare e stanno già dimostrando di essere "disruptive"; ricorro a questo termine inglese che in italiano dovrei tradurre nella doppia accezione di dirompente ed innovativo.

L’intelligenza artificiale non è marmellata

Dobbiamo smettere di pensare all’AI come qualcosa che può farci bene o farci male, qualcosa di buono o cattivo, qualcosa da usare oppure da abolire. Ragionare in termini dicotomici non funziona con i media, sono qualcosa di più complesso. Si evolvono! Ma forse la cosa più interessante è che noi esseri umani ci evolviamo con loro, solo che non ne abbiamo consapevolezza e molto spesso accade che ci rendiamo conto del cambiamento quando è già avvenuto.

La concretezza dei laboratori

Alle sessioni in plenaria guidate da esperti del settore, tra cui non possiamo non citare il Professor Giovanni Boccia Artieri, si sono alternate anche presentazioni parallele e attività laboratoriali. Durante le sessioni parallele ho avuto l’occasione di confrontarmi con chi la Media Education la fa sul campo. Molto all'avanguardia è stato il Progetto Base Camp per la cittadinanza digitale, presentato da Luciano di Mele e Alessandro Greco, in cui sono state coinvolte comunità di ragazzi, classi e scuole dei più diversi luoghi che rappresentano un po' tutta l'Italia. Il progetto ha tentato di unire l'uso dei nuovi media con la scoperta e la valorizzazione del territorio, grazie ad una collaborazione tra educatori culturali e digitali. Anche una delle nostre dottorande in Learnign Sciences and Digital Technologies è stata protagonista di una sessione parallela, si tratta di Ilaria Ancillotti che, con la collega Elena Gabbi, ha presentato alcune proposte per l’integrazione del framework DigCompEd e un interessante progetto Erasmus per sviluppare le competenze digitali negli insegnanti.

Riconoscere le fake news

Le attività laboratoriali sono state esperienze particolarmente intense. Come dottorando LESDIT ho deciso di partecipare al laboratorio "Intelligenza artificiale e scuola: opportunità generative e fake news", guidato da Maria Ranieri, Stefano Cuomo e Gabriele Biagini, autori del libro "Scuola e intelligenza artificiale". Certamente un’esperienza di Media Education vissuta positivamente in prima persona. L'esercizio richiesto era quello di costruzione di una fake news attraverso un prompting critico, seguito dall'analisi e riflessione sugli articoli generati, un'attività che ha consentito di sviluppare una metacomprensione del funzionamento in primis delle Fake News, ma anche dell’utilizzo di IA.

Conclusioni

Al termine di questo percorso vorrei lasciare una riflessione provocatoria sui temi trattati durante queste giornate: se il "matrimonio" con l'intelligenza artificiale è ormai una realtà, allora forse è giunto il momento di cominciare a considerare l'IA come un nuovo interlocutore nell'alleanza educativa. La situazione si complica certamente: insegnanti, studenti, genitori e territori già prima faticavano a trovare un accordo e bisogna prendere coscienza che non abbiamo scelta. Dopo questa esperienza di scuola estiva però l'idea non mi spaventa più così tanto.