Le nuove voci di LESDIT: La Trasversalità della Ricerca al Servizio dell’Educazione
Calcio d'inizio per 37 nuovi dottorandi in Learning Sciences and Digital Technologies
di Redazione Lesdit
Il viaggio del sapere e della conoscenza, ecco perché scegliere la ricerca: ogni inizio porta con sé una storia, un intreccio di esperienze, passioni e ambizioni. Il 40° ciclo del dottorato LESDIT (Learning Sciences and Digital Technologies) accoglie quest’anno 37 nuovi dottorandi, ognuno con un percorso unico che converge in un obiettivo comune: esplorare e dare un contributo al mondo dell’apprendimento attraverso la ricerca e le tecnologie, sia nelle scienze dure che in quelle umanistiche o se preferite, sociali. LESDIT non è solo un percorso accademico, ma un laboratorio multidisciplinare all’interno del quale settori diversi, dall’ingegneria alla pedagogia, dall'informatica alla psicologia, dalla matematica alla filosofia e alla musica si incontrano e si “contaminano” per provare a dare risposte innovative alle sfide educative del presente e dell'immediato futuro.
Tra passioni e motivazioni: le strade verso LESDIT
Per molti, come Nicole Bellanca, l’inizio del dottorato rappresenta una chiamata personale. Psicologa con un master in Criminologia Clinica, Nicole si dedica al tema della violenza contro le donne, con l’obiettivo di sviluppare strumenti digitali che possano migliorare la prevenzione e il supporto per le vittime. “Voglio unire la tecnologia alla psicologia per creare risorse accessibili che possano fare la differenza,” racconta. La sua ricerca evidenzia come le scienze dell’apprendimento possano rispondere a temi sociali urgenti: il femminicidio resta un orrore del nostro tempo, difficile da combattere se non attraverso un cambio di cultura, un percorso per l’educazione al rispetto della diversità e all’affettività e all’eliminazione della parola “possesso.” Sara Tondo, magistrale in scienze pedagogiche vorrebbe utlizzare Gamification per ridurre il Gender Gap nelle materie Stem. Allo stesso modo, Camilla, con una formazione nelle neuroscienze educative e nell’insegnamento primario, punta a creare metodologie innovative che migliorino l’esperienza di apprendimento dei bambini, soprattutto nei contesti più sfidanti. Per lei, il dottorato è un’opportunità per trasformare la pratica in teoria, e viceversa.
Trasversalità: la forza del dottorato LESDIT
Il valore di LESDIT sta nella sua capacità di attrarre profili diversi, unendo saperi e approcci complementari. Irina, che tra le tante esperienze internazionali è stata anche giornalista sportiva, esplora come le tecnologie digitali possano migliorare la connessione tra atleti, tifosi e organizzazioni sportive. Federico, invece, porta nel dottorato i suoi vent’anni di lavoro nella comunicazione multimediale, con il desiderio di creare modelli educativi che promuovano l’inclusione sociale. Dal mondo della tecnologia arriva Sweta, che con un background in biotecnologia e data science sta sviluppando modelli predittivi basati sull’IA con l’obiettivo e il sogno di ridurre i tassi di abbandono scolastico. Analogamente, Jana Shiuli sta lavorando a dashboard di apprendimento che utilizzano l’intelligenza artificiale per identificare precocemente i segnali di disimpegno degli studenti, e poter supportare forme di apprendimento più personalizzato.
Arte, musica e tecnologia: incontri sorprendenti
LESDIT è anche un luogo dove arte e scienza si incontrano e si intrecciano. Gianluca, musicologo e pianista, sta progettando strumenti digitali che rendano l’educazione musicale più inclusiva. La sua ricerca unisce tradizione e innovazione, dimostrando come anche le discipline artistiche possano beneficiare dell’era digitale, non solo come stimolo ma anche come forma di creatività. Simone, percussionista e insegnante, lavora invece alla catalogazione dei timbri degli strumenti a percussione, creando risorse che possano supportare sia l’insegnamento che la composizione musicale.
Inclusione, innovazione e accessibilità al centro della ricerca
Molti progetti dei dottorandi puntano a rendere l’educazione più inclusiva, e più alla portata di tutti perché possa essere al servizio di ogni forma di diversità, perché insomma, superi le differenze e riduca le distanze. Naima utilizza la modellazione 3D per creare esperienze museali accessibili ai non vedenti, mentre Antonino vorrebbe sviluppare un serious game per combattere l’isolamento digitale e favorire la socializzazione. Carmen, con il suo progetto sull’alfabetizzazione digitale, mira a fornire agli insegnanti strumenti concreti per integrare l’IA nei loro metodi didattici. Martina sogna la carriera accademica ed è convinta che l'intelligenza artificiale può rivoluzionare i processi di apprendimento e valutazione rendendoli più personalizzati ed efficienti, innovando il sistema educativo. Giulia docente di sostegno per due anni e mezzo si è appassionata alla media education e alle tecnologie educative.
Lesdit, un dottorato oltre i confini
Tra i nuovi dottorandi ci sono anche numerosi studenti che portano l’esperienza e la cultura di altri paesi, come Mihir Jana, imprenditore ed-tech dall’India, che intende sviluppare soluzioni scalabili e convenienti per il mercato educativo globale. Aysenur Didem Yilmaz, psicologa sociale, applica le teorie comportamentali e l’analisi dei dati per esplorare nuove modalità di apprendimento nei contesti multiculturali. Al centro di ogni progetto c’è la volontà di cambiare il modo in cui apprendiamo e insegniamo. Douglas Amante, ingegnere informatico Brasiliano ha girato il mondo, al Portogallo a Singapore prima di approdare a Lesdit. Mattia, appassionato di videogiochi, sta progettando esperienze educative personalizzate basate sul reinforcement learning, mentre Laura, con un approccio montessoriano, esplora l’uso dell’IA per migliorare le competenze linguistiche nei bambini. Entrambi dimostrano come l’educazione digitale possa essere adattata alle esigenze specifiche di chi apprende.
Una comunità in crescita con Unimore capofila
Con 37 nuovi dottorandi, il dottorato in Learning Sciences and Digital Technologies, con l’Università di Modena e Reggio Emilia come Capofila, un gigante come Pier Cesare Rivoltella come coordinatore scientifico e Tommaso Minerva, coordinatore amministrativo, si conferma un punto di riferimento per chi desidera esplorare l’intersezione tra educazione e tecnologia, tra scienze dure e scienze umanistiche. Le storie dei neodottorandi, così come quelle dei ricercatori del 39° e del 38° ciclo, chiamati all’esame di passaggio dell’anno, ci ricordano che l’apprendimento permanente non è solo una scelta, ma una necessità per affrontare le sfide di un mondo sempre più complesso e in continua evoluzione, con le sue accelerazioni. Il dottorato LESDIT non è solo un percorso accademico, ma una comunità di pensatori e innovatori. Ogni dottorando porta una visione unica, ma tutti condividono un obiettivo comune: trasformare l’educazione attraverso la ricerca, rendendola più inclusiva, personalizzata e accessibile e al passo con i tempi che abitiamo. Questo nuovo ciclo rappresenta un esempio concreto di come la multidisciplinarità e la collaborazione possano generare soluzioni che abbiano un impatto duraturo a livello globale.
Ecco i dottorandi del 40° ciclo che ci hanno raccontato storie e ambizioni:
Douglas Amante, Nicole Bellanca, Irina Belova, Gianluca Blasio, Martina Bruno, Simone Caparrucci, Giulia Cuozzo, Camilla De Stefani, Giacomo Di Noto, Francesco Gracci, Martina Gremignai, Maria Vittoria Lami, Elena Mantoet, Federico Maiocco, Jacopo Masiero, Jana Mihir, Debora Montano, Carmen Pisanti, Mattia Polticchia, Laura Rossi, Sweta Roy, Lisa Ruffini, Naima Scognamiglio, Jana Shiuli, Antonino Tarantino, Sara Tondo, Michela Trombetta, Aysenur Didem Yilmaz
