Formazione e Lavoro Agile: Focus sul CCNL nei settori Assicurativo, Bancario, Chimico ed Energetico
Il lavoro agile è un campo chiave per sperimentare modelli regolativi innovativi, mirati a bilanciare produttività aziendale e diritti dei lavoratori.
di Mariantonietta Suppa
Il lavoro agile rappresenta uno dei principali campi di sperimentazione del lavoro digitale, configurandosi come un “mirabile laboratorio” in cui testare nuovi modelli regolativi capaci di bilanciare le esigenze di produttività delle imprese con i diritti di autonomia e tutela dei lavoratori. Un aspetto cruciale di questa sperimentazione è la formazione, elemento chiave per sostenere i lavoratori agili nelle loro esigenze di lavoro e promuovere la competitività delle imprese. In questo contesto, le fonti autonome (i.e. i contratti collettivi e gli accordi individuali) si rivelano strumenti essenziali per sviluppare soluzioni innovative, in grado di assicurare un equilibrio tra progresso tecnologico e tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori. Partendo dalla normativa italiana e dal Protocollo Nazionale del 2021, fino all’analisi delle disposizioni previste nella Contrattazione Collettiva Nazionale (CCNL) nei settori bancario, assicurativo, chimico ed energetico, emerge con chiarezza come la formazione non sia solo un obbligo normativo ma rappresenti una leva strategica per la crescita delle organizzazioni e lo sviluppo delle competenze dei lavoratori agili.
Gli accordi individuali nella normativa italiana in materia di lavoro agile e il ruolo della contrattazione collettiva.
La normativa italiana in materia di lavoro agile, noto anche come smart working, prevede che la regolazione dell’istituto sia affidata esclusivamente a un accordo individuale sottoscritto tra datore di lavoro e lavoratore. Dalla lettura sistematica delle disposizioni sullo smart working, contenute nella legge n. 81 del 2017, non emerge, infatti, alcuno spazio regolativo attribuito dal legislatore alla contrattazione collettiva. Tuttavia, la prassi dimostra come i CCNL abbiano colmato questa lacuna, integrando l’autonomia individuale con linee guida che favoriscono una più efficace conciliazione tra vita privata e lavoro per il lavoratore agile, contribuendo al tempo stesso a migliorare la competitività dell’impresa. Ne è conferma il fatto che la produzione contrattual-collettiva, in tema di lavoro agile, è stata quantitativamente e qualitativamente significativa, anche in considerazione della spinta “forzata” alla diffusione dello smart working generata dalla crisi pandemica. La contrattazione collettiva sembra costituire, di fatto, uno dei canali naturali per l’introduzione dello smart working nelle organizzazioni aziendali. Sotto il profilo formale, il ruolo di “facilitazione” attribuito alla contrattazione collettiva appare riconosciuto dal Protocollo Nazionale sul lavoro agile, promosso dal Ministero del Lavoro e sottoscritto dalle parti sociali il 7 dicembre 2021.
La formazione nel Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile
In materia di formazione, un punto di svolta è rappresentato dal Protocollo Nazionale sul lavoro agile, sottoscritto nel 2021 tra Governo e Parti Sociali. Questo documento enfatizza l’importanza della formazione per tutti i lavoratori agili, delineando percorsi mirati a sviluppare competenze tecniche e trasversali. Tra gli obiettivi principali si evidenziano:
- la promozione di una cultura aziendale orientata alla responsabilizzazione, all’autonomia e alla partecipazione;
- l’acquisizione e il miglioramento delle competenze digitali per un utilizzo sicuro ed efficace degli strumenti tecnologici;
- la prevenzione dell’isolamento dei lavoratori attraverso momenti di formazione in presenza. Le parti sottoscrittrici dimostrano consapevolezza del fatto che il corretto utilizzo degli strumenti digitali non possa prescindere dal possesso di adeguate competenze trasversali da parte del lavoratore, necessarie per lavorare in coerenza con il modello organizzativo smart adottato dall’impresa.
La combinazione di competenze tecniche e trasversali risulta fondamentale affinché i lavoratori in modalità di lavoro agile sviluppino le necessarie capacità di adattamento e aggiornino continuamente le proprie competenze nel corso della vita professionale, in linea con la rapidità del progresso tecnologico che attualmente caratterizza il mondo del lavoro.
La formazione del lavoratore agile: lo spazio regolativo della contrattazione collettiva nazionale nei settori bancario, assicurativo, chimico ed energetico.
La riflessione condotta fino a questo momento rimarca il ruolo fondamentale che la contrattazione collettiva nazionale gioca nella regolamentazione del lavoro agile. Per questo motivo, si prendono in considerazione i CCNL più recenti di quattro settori cruciali (bancario, assicurativo, chimico ed energetico), per verificare come abbiano integrato il tema della formazione nel lavoro agile.
Più nel dettaglio, il CCNL del settore bancario introduce lo Smart Learning: un modello formativo innovativo che permette ai lavoratori di aggiornarsi utilizzando le moderne tecnologie, senza interrompere la propria attività lavorativa. Inoltre, sono previsti interventi formativi specifici per i lavoratori agili e i loro responsabili, affinché la transizione verso modelli di lavoro flessibili sia realmente efficace e sicura.
Con riguardo al settore assicurativo, il CCNL di riferimento istituisce un Osservatorio Nazionale sulla Digitalizzazione e l’Innovazione Tecnologica. Questo organismo, pur non avendo compiti negoziali, monitora le evoluzioni tecnologiche e promuove percorsi di formazione continua, essenziali per aggiornare le competenze dei lavoratori. Il modello di contrattazione d’anticipo adottato nel settore assicurativo evidenzia un orientamento proattivo, diretto a prevedere l’evoluzione del settore e a stabilire le regole prima che i problemi insorgano.
Il CCNL del settore chimico promuove una cultura partecipativa e la formazione continua, con piani mirati a sviluppare le competenze digitali, la flessibilità, la gestione del lavoro virtuale e la fiducia reciproca, per affrontare la digitalizzazione e valorizzare il contributo dei lavoratori agili.
Il CCNL del settore energia e petrolio valorizza la formazione continua attraverso l’Istituzione Paritetica Nazionale, promuovendo la transizione energetica, la digitalizzazione, il benessere collettivo e l’accesso flessibile ai contenuti formativi grazie alle innovazioni digitali.
Formarsi a lavorare in modalità agile: un nuovo paradigma relazionale che incide sul concetto di subordinazione.
In un contesto in rapida trasformazione, i modelli organizzativi aziendali sono sempre più orientati verso un nuovo concetto di relazione: non più basato sulla classica dipendenza gerarchica del lavoratore subordinato, bensì sulla sua crescita e autonomia. Ne consegue che, quando si introduce il concetto di smart working, è necessario, inevitabilmente, che l’impresa sviluppi una cultura della responsabilità. Non è sufficiente possedere conoscenze digitali avanzate. I lavoratori agili devono sviluppare capacità relazionali, comunicative e organizzative per collaborare efficacemente, anche in contesti virtuali. In questo scenario, la formazione diventa un elemento chiave per facilitare questa transizione e garantire che il cambiamento non comprometta il senso di appartenenza aziendale o instilli il rischio di isolamento. Si registra, pertanto, una sostanziale unanimità nel riconoscere l’importanza della formazione degli smart worker, cosicché essi possano entrare in possesso delle competenze necessarie e utili ad affrontare e gestire al meglio le peculiarità del nuovo modello organizzativo che li vede coinvolti.
Riflessioni conclusive e prospettive future
L’analisi della contrattazione collettiva mostra come la formazione sia diventata un pilastro per l’implementazione del lavoro agile. Le aziende più lungimiranti hanno compreso che investire nella crescita professionale dei propri dipendenti non è solo una necessità normativa ma una strategia per affrontare le sfide della digitalizzazione. In linea con lo spirito che anima lo smart working, l’investimento formativo ideale appare quello capace di creare e mantenere l’efficienza di un vero e proprio “ufficio portatile”, che consente alle persone di raggiungere standard qualitativi elevati, liberandosi dalla necessità e dall’“obbligo” di una postazione fissa. La fase di formazione diviene, quindi, un passaggio cruciale nell’implementazione di un progetto di lavoro agile.
