Le ferite...quelle dinamiche scolastiche che non vorremmo mai affrontare

Le ferite: Storie di resilienza scolastica, Giaconi Editore.

Le ferite: Storie di resilienza scolastica, Giaconi Editore.

 

 

Le ferite...quelle dinamiche scolastiche che non vorremmo mai affrontare

"Le ferite: Storie di resilienza scolastica" un libro che racchiude una selezione di “ferite”, ovvero esperienze scolastiche che hanno segnato profondamente la vita degli studenti che le hanno vissute.
di Alice Pierluigi
 

“Un mercoledì qualsiasi la professoressa entra in classe con uno sguardo nevrotico; nel senso che, per quanto l’avevamo fatta innervosire, aveva un tic visibile all’occhio destro. Cala un silenzio tombale per un paio di minuti. La professoressa, in piedi, si appoggia leggermente davanti alla cattedra. Tra le mani tiene le verifiche corrette, con segni rossi di sentenze ineluttabili. Si sente il dito che scorre sul bordo del foglio e, solo dopo, si alza la sua voce: «I gironi dell’Inferno di Dante sono Lussuria, Golosità, Avidità, Ira, Limbo, Usurai, Pagani. Questo è il tuo compito, Luca. Complimenti! Hai preso 1. Uno e non zero, perché mi hai fatto pena. Non ne hai presa neanche mezza, nemmeno per sbaglio. E ho letto la tua risposta alla domanda più facile volontariamente: le altre ve le risparmio proprio... Uno strazio. Uno strazio! Ovviamente i voti sono stati disposti in ordine crescente: dal più basso al più alto. Vi dico solo che il più alto è un 5, vedete voi...»

Uno dopo l’altro, subiamo lo stesso destino. Una pubblica umiliazione fatta di elenchi di errori, mancanze e sviste imperdonabili. Ogni commento è un colpo. Noi, le vittime di un’esecuzione, la cui prima offesa è stata perpetrata dallo stesso esecutore che ha scelto e imposto un compito. Le verifiche restano comunque le uniche testimoni mute di un processo.”

Questa è solo una parte delle numerose testimonianze raccolte in Le ferite: Storie di resilienza scolastica. Il libro racchiude, infatti, una selezione di “ferite”, ovvero esperienze scolastiche che hanno segnato profondamente la vita degli studenti che le hanno vissute. La raccolta mette in luce dinamiche più o meno nascoste, ma significative nell'insegnamento: dalle preferenze e avversioni degli insegnanti all'indifferenza di fronte al bullismo tra pari, passando per la manifestazione di atteggiamenti stigmatizzanti verso la diversità.

Il potere

Al centro di queste esperienze si colloca, spesso, il tema del potere nelle relazioni scolastiche. Tali relazioni si caratterizzano per la loro natura eterogenea: alcune sono simmetriche, come quelle tra pari, mentre altre si configurano in modo asimmetrico, come il rapporto tra insegnanti e studenti. Il docente detiene un potere decisionale significativo: può definire l'impostazione delle lezioni e stabilire i criteri di valutazione dell’apprendimento. Questo potere, tuttavia, dovrebbe essere accompagnato da un alto grado di responsabilità verso ciascun discente. Emerge, dunque, l’importanza del ruolo dell’insegnante, la cui influenza pervade e modella in modo decisivo l’intera esperienza educativa dello studente. Nonostante ciò, in alcuni contesti, il docente appare come una figura che non guida positivamente l’apprendimento e la crescita, ma che, al contrario, suscita paura, ansia e persino varie reazioni somatiche negli studenti, trasformando, conseguentemente, l’esperienza educativa in una fonte di tensione.

La Valutazione

Tra le espressioni più evidenti di questo potere, vi sono i processi di valutazione dell’apprendimento. Il voto rappresenta uno strumento particolarmente significativo e, al contempo, controverso: esso consente al docente di esercitare un controllo tangibile sul percorso degli studenti, assumendo, a tratti, il ruolo di un arbitro quasi divino, che tuttavia non è immune da influenze soggettive.

La valutazione si conferma, dunque, uno degli aspetti più delicati del processo educativo, per via del suo impatto sullo studente. Con lo sviluppo di approcci pedagogici innovativi, come la didattica centrata sullo studente, la pedagogia non direttiva e le metodologie di apprendimento collaborativo ed esperienziale, anche i processi di valutazione hanno subito una trasformazione considerevole.

Sono emerse modalità più diversificate, tra cui la valutazione continua e l’autovalutazione, che mirano a rendere l’intero percorso formativo più inclusivo e partecipativo.

Le Emozioni

Questa trasformazione non riguarda solo i metodi, ma anche l’esperienza emotiva che la valutazione porta con sé. Le reazioni emotive degli studenti, dei docenti e persino dei genitori di fronte ai risultati scolastici sono quanto mai eterogenee.

La sensibilità delle persone varia in modo notevole. Mentre un lettore, leggendo questo testo, potrebbe sentirsi colpito e ferito tanto quanto chi ha vissuto l'episodio narrato, un altro potrebbe invece restare perplesso e chiedersi cosa ci sia di problematico; un altro ancora potrebbe attribuire la responsabilità direttamente agli studenti: se la media è di 5-, evidentemente la loro preparazione non era adeguata.

Le emozioni, sensazioni, percezioni e reazioni a una medesima situazione possono essere infinite, a testimonianza della complessità e della varietà dell’esperienza umana. Ma, nel 2025, sorge spontanea anche una nuova domanda: che cosa ne direbbe l’intelligenza artificiale?

L'intervista a... Chat Gp

Abbiamo sottoposto a ChatGPT lo stesso testo qui presentato e lo abbiamo interrogato su tre questioni nodali. Di seguito, le domande e le risposte, che riportiamo integralmente, senza correzioni o variazioni di alcuna natura.

Domanda 1: Il processo di valutazione adottato del docente è stato giusto o ci sarebbe un metodo di valutazione alternativo migliore per questo caso?

ChatGpt: "Il metodo di valutazione adottato dalla docente, descritto nel testo, appare severo e improntato a una logica di pubblica umiliazione, con lo scopo di evidenziare gli errori degli studenti in modo critico e poco costruttivo. Questo approccio può avere un impatto negativo sul morale e sull'autostima degli studenti, rischiando di demotivarli ulteriormente invece di incoraggiarli a migliorare.Un metodo di valutazione alternativo potrebbe essere più efficace, centrato su principi di feedback costruttivo e personalizzato. Ad esempio:

  1. Feedback individuale e privato: Comunicare i voti e le correzioni privatamente a ogni studente, spiegando gli errori e fornendo suggerimenti concreti su come migliorare.
  2. Sottolineare i progressi e i punti di forza: Anche nei compiti con esiti negativi, è utile evidenziare eventuali aspetti positivi per mantenere un atteggiamento motivante.
  3. Supporto alla preparazione: Piuttosto che limitarsi a giudicare gli errori, il docente potrebbe offrire esercitazioni mirate sui temi in cui la classe ha dimostrato maggiori difficoltà, evidenziando lacune collettive come opportunità di apprendimento.
  4. Valutazione basata su criteri chiari: Condividere in anticipo una griglia di valutazione può rendere il processo più trasparente e favorire una riflessione da parte degli studenti su come migliorare. In questo caso, un approccio alternativo avrebbe potuto mitigare l'aspetto punitivo e trasformare l’esperienza in un’occasione di crescita, promuovendo un rapporto più positivo tra docente e studenti.

Domanda 2. Che dinamica di potere riscontri in questo episodio?

ChatGpt: In questo episodio si osserva una dinamica di potere asimmetrica, in cui l'autorità dell'insegnante è esercitata in modo punitivo e umiliante nei confronti degli studenti. La professoressa utilizza la sua posizione di potere per sottolineare la loro inadeguatezza, non solo valutandoli negativamente ma anche mettendo in atto una sorta di "pubblica umiliazione". Questo tipo di dinamica si basa su:

  1. Autorità istituzionale: L'insegnante rappresenta l'autorità scolastica e usa questa posizione per controllare e disciplinare gli studenti, rendendoli destinatari di giudizi severi e inappellabili.
  2. Umiliazione pubblica come strumento di controllo: Il fatto che i voti siano annunciati in ordine crescente, con commenti sprezzanti e giudizi personali, evidenzia un uso della vergogna per imporre disciplina o per stimolare un cambiamento comportamentale. Tuttavia, ciò sembra più distruttivo che educativo.
  3. Dinamica vittima-esecutore: Gli studenti sono descritti come vittime passive di un sistema in cui non hanno voce né potere decisionale. La scelta stessa del compito, vista come ingiusta o inadeguata, è un ulteriore segno della mancanza di considerazione per la loro prospettiva.
  4. Assenza di dialogo: Non c’è spazio per una riflessione costruttiva o un confronto; il giudizio è definitivo e unilaterale. Questa situazione riflette un modello di potere autoritario, in cui l'autorità è usata per dominare e mortificare, piuttosto che per educare e sostenere.

Domanda 3: Quali sono le emozioni provate dagli studenti in questa situazione?

Chat Gpt: Le emozioni provate dagli studenti in questa situazione possono essere descritte come un mix di:

  1. Ansia: Il silenzio tombale e l'attesa del verdetto generano tensione e inquietudine.
  2. Vergogna: La pubblica umiliazione e l'elenco degli errori accentuano un senso di imbarazzo, soprattutto per chi è chiamato in causa, come Luca.
  3. Frustrazione: La severità della professoressa e la percezione di un trattamento ingiusto o sproporzionato possono alimentare sentimenti di ingiustizia.
  4. Senso di inadeguatezza: Il commento sulla mediocrità generale dei voti e le critiche mirate potrebbero far sentire gli studenti incapaci o non all'altezza.
  5. Rabbia: Alcuni studenti potrebbero provare risentimento verso la professoressa per il tono sarcastico e per l’imposizione del compito difficile.
  6. Rassegnazione: Di fronte a un’esperienza vissuta come inevitabile e opprimente, gli studenti possono sentirsi impotenti.
  7. Umiliazione: Essere messi a confronto pubblicamente e sottoposti a critiche dettagliate genera un senso di mortificazione.

Queste emozioni si intrecciano in un clima di pesantezza emotiva e sfiducia, sia nei confronti di sé stessi che del contesto educativo.

Considerazioni finali

Seppur lo scopo di ChatGPT non sia quello di fornire un feedback psicologico, pedagogico o didattico scientificamente o professionalmente valido, le chiavi di lettura proposte aprono orizzonti di riflessione inaspettati. Esse offrono spunti indubbiamente interessanti: colgono l'approccio punitivo di questo processo di valutazione, l'asimmetria nella relazione e la negatività delle emozioni e sensazioni vissute in quel contesto. Queste osservazioni ci invitano a riflettere su dinamiche che, pur essendo sotto i nostri occhi, restano spesso invisibili nella routine quotidiana. Tuttavia, le interpretazioni fornite da ChatGPT non sono prive di limiti: la loro natura generale e, in alcuni casi, deterministica rischia di semplificare una realtà che, invece, è estremamente sfaccettata e non esente a contraddizioni. Dunque, senza cadere nella trappola di considerare questi commenti esaustivi o definitivi, la sfida che ci (e vi) poniamo è quella di comprendere come questo feedback possa stimolare intuizioni più profonde.

E voi come integrereste queste riflessioni?

Arecchi A., Montanaro M., Pierluigi A., Turconi G., Vaccari C., 2024, Le ferite: Storie di resilienza scolastica, Giaconi Editore.

Alice Pierluigi, co-founder de Il Peso dello Zaino e insegnante di lingue, è PHD student in Learning Sciences and Digital Technologies, 40° ciclo.