Skill, microcredenziali e AI: così EDUNEXT ridisegna l’educazione

Edunext: lo stand a Didacta 2025

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Skill, microcredenziali e AI: così EDUNEXT ridisegna l’educazione

La Digitale Education Hub EDUNEXT è stata presentata a Didacta 2025
di Alice Pierluigi
 

Trasformare un'idea prima in un sogno possibile e poi in un progetto richiede volontà, impegno e dedizione assoluta, che passa attraverso il coinvolgimento di tutti gli altri che quell'obiettivo lo hanno immaginato perché credono nella stessa scienza, nel valore della tecnologia e nelle sue declinazioni, talvolta audaci.

Trasformare un'idea prima in un sogno possibile e poi in un progetto richiede volontà, impegno e dedizione assoluta, che passa attraverso il coinvolgimento di tutti gli altri che quell'obiettivo lo hanno immaginato perché credono nella stessa scienza, nel valore della tecnologia e nelle sue declinazioni, talvolta audaci.

Poi arriva un momento in cui tutto quel processo — inseguito, pianificato e costruito dopo giorni e mesi di riunioni e confronti — diventa passato.

Una linea sottile divide il prima e il dopo: la messa a terra, l'operatività, ciò che si può toccare con mano perché è diventato reale.

C'è tutto questo dietro EDUNEXT, la cui capofila è Unimore, uno dei digital education hub, insieme a Edvance (Politecnico di Milano) e Alma (Federico II di Napoli). Le tre realtà universitarie, finanziate con 60 milioni di euro dal governo, si sono svelate nella cornice più consona: Didacta Italia, la fiera della scuola e dell'educazione. Tre hub che hanno l'obiettivo di colmare il mismatch di competenze tra accademia e mercato del lavoro.

Dal titolo alla competenza: la rivoluzione di EDUNEXT

La distanza tra due mondi — università e mercato del lavoro — negli ultimi anni è diventata sempre più ampia. Le imprese cercano competenze pratiche e aggiornate, mentre le università continuano a rilasciare titoli che, spesso, non rispecchiano le reali esigenze del mercato. Un mismatch complesso, in cui l’università non è l’unica responsabile, ma che di certo la riguarda da vicino.

È proprio in questo scenario che si inserisce EDUNEXT, un progetto innovativo che punta a ridisegnare la formazione universitaria per renderla più flessibile, concreta, digitale e orientata alle competenze.

EDUNEXT: l’ecosistema per l’istruzione del futuro

EDUNEXT non è solo un network accademico, ma un vero e proprio ecosistema: un hub digitale (ma non a distanza) che riunisce 35 università italiane e 5 AFAM, coinvolgendo 25.000 docenti e ricercatori e oltre 700.000 studenti. L’obiettivo è superare la rigidità dei percorsi formativi tradizionali e creare un modello più dinamico e inclusivo.

Per farlo, EDUNEXT adotta il modello ECOBI, che si fonda su:

  • Educational cluster: percorsi interdisciplinari basati su aree di competenza.
  • Open badge: certificazioni digitali delle competenze acquisite.
  • Intensive approach: formazione focalizzata su esperienze pratiche e applicate.
  • Blended education: integrazione tra didattica online e in presenza.

Il risultato è una formazione su misura, pensata per sviluppare competenze reali e spendibili nel mondo del lavoro.

Dal sapere al saper fare: il ruolo delle microcredenziali

Il modello tradizionale, basato su lezioni frontali e trasmissione passiva di conoscenze, è ormai superato. Il mercato richiede una formazione agile e modulare, che permetta agli studenti di costruire un profilo professionale solido e in continua evoluzione.

Diventa quindi necessario progettare per competenze: non più percorsi di studio preconfezionati basati solo sui concetti teorici che il docente possiede e vuole trasmettere, ma una progettazione macro e micro che consenta agli studenti di acquisire, sviluppare e documentare competenze reali, concrete e applicabili nel mondo del lavoro.

Lo strumento chiave per realizzare questa trasformazione sono proprio le microcredenziali: attestazioni digitali che certificano competenze specifiche, ottenute attraverso corsi, esperienze formative e professionali.

Questi strumenti permettono:

  • Agli studenti, di arricchire il proprio curriculum in modo mirato.
  • Ai docenti, di ripensare il design della formazione, mettendo al centro le competenze.
  • Alle aziende, di individuare in modo chiaro le skill dei candidati.

Ma c’è una sfida: la parcellizzazione del sapere. Un sistema basato su microcredenziali rischia, infatti, di frammentare troppo i percorsi formativi, rendendo difficile l’integrazione delle competenze acquisite.

La soluzione è un adeguato skill mapping, che tracci le connessioni tra le competenze e garantisca un apprendimento coerente e strutturato.

“Il nostro impegno – spiega il professor Tommaso Minerva, coordinatore del progetto EDUNEXT – è proprio quello di non limitarci ai singoli tasselli, ai singoli pezzi di un puzzle, ma di fornire agli studenti una struttura che permetta loro di comporli tutti in modo organico e alla fine trovare il quadro”.

Questo è l’approccio di EDUNEXT alla sfida della frammentazione.

Dokimazo, il portafoglio digitale delle competenze

Per trasformare questa visione in realtà, entra in gioco Dokimazo, una piattaforma basata su intelligenza artificiale che funge da wallet digitale delle competenze.

Ogni utente può creare un account gratuito e caricare le proprie skill, mentre aziende e istituzioni accademiche dispongono di una console dedicata per riconoscere e validare le competenze.

Riconoscere le competenze informali: una sfida aperta

Le microcredenziali aiutano a mappare le competenze a 360 gradi, includendo anche il riconoscimento delle competenze informali. Quest’ultimo è un tema cruciale nel panorama dell’istruzione e della formazione, ma anche estremamente complesso. Per loro natura, queste competenze non seguono percorsi tradizionali e certificabili, quindi come possiamo garantirne il riconoscimento?

Un primo passo è la standardizzazione dei modelli di valutazione della qualità. Se un’istituzione riconosciuta — come un’università — certifica competenze acquisite in ambito accademico o extra-accademico, la credibilità dell’ente stesso facilita l’integrazione di queste competenze nel sistema formativo.

La situazione si complica, però, quando la certificazione proviene da enti meno noti, anche se altamente qualificati. In questo caso, una possibile soluzione è la meta-valutazione, con un approccio più o meno strutturato: è la strategia adottata da EDUNEXT, ma la discussione sul tema è ancora aperta.

Il futuro della formazione è adesso

EDUNEXT e Dokimazo non sono solo progetti, ma soluzioni concrete a un problema reale. Il mondo cambia rapidamente e la formazione deve saper tenere il passo.

Se sei uno studente, un docente o un’azienda e vuoi entrare in questo ecosistema puoi scoprire di più sul futuro dell’education visitando edunext.eu per approfondire il progetto.