Podcast: tra storytelling, didattica e valutazione

Immagine generata dall'AI

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Podcast: tra storytelling, didattica e valutazione

Con i PODCAST si ritorna alla forma ancestrale del racconto orale, ma in chiave digitale. Le nuove chiavi di lettura di questa riscoperta dell'ascolto.
di Alice Pierluigi
 

L’arte della narrazione affonda le sue radici nella tradizione orale: miti, storie e leggende venivano tramandati a voce prima ancora di essere messi per iscritto. Curiosamente, oggi, con i podcast, assistiamo a un ritorno di questa forma ancestrale in chiave digitale: creare e condividere contenuti audio è ormai una pratica diffusa, anche grazie a piattaforme come Spotify e YouTube, in cui ogni storia si trasforma in un’esperienza immediata, accessibile sempre ed ovunque.

Le infinite applicazioni dei podcast

I podcast sono parte di questa riscoperta del piacere dell’ascolto: essi offrono nuovi modi per raccontare una vasta gamma di argomenti. Il genere crime, ad esempio, ha molta popolarità in questo settore, con titoli come Elisa True Crime di Elisa De Marco o Indagini de Il Post, condotto da Stefano Nazzi, che ha persino (ri)portato le sue storie di cronaca nera dal digitale al teatro, in un’esperienza immersiva dal vivo. Effettivamente, anche il giornalismo trova nei podcast un nuovo spazio espressivo: ne sono un esempio Stories di Cecilia Sala e L’era delle macchine: Viaggio nel futuro dell’intelligenza artificiale, il nuovo podcast in uscita della dottoranda LESDIT e vicedirettrice di TGLA7 Pina Debbi, dove si esplora il mondo dell’IA attraverso interviste ad esperti.

I podcast si sviluppano quindi in un terreno ibrido dove intrattenimento e informazione si mescolano e le università italiane stanno adottando questo formato per divulgare la ricerca scientifica.

Una nuova modalità di divulgazione scientifica

Sempre più atenei italiani stanno adottando i podcast come strumento per rendere la ricerca accessibile al pubblico non accademico. Tra le realtà, troviamo l’Università degli Studi di Perugia, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, la Statale di Milano, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e l’Università degli Studi di Padova, ciascuna con progetti il cui scopo virtuoso è proprio quello di divulgare i risultati, gli ostacoli, i metodi e tutto ciò che riguarda il mondo della ricerca.

L’Università di Perugia, ad esempio, ha lanciato RicercArte: l’arte della ricerca, un podcast realizzato con Radiphonica e Adisu, che racconta in modo chiaro e coinvolgente studi e scoperte dei suoi ricercatori. Analogamente, l’Università di Milano-Bicocca ha dato vita a Orizzonti di ricerca, un podcast che porta gli ascoltatori in un viaggio tra missioni scientifiche globali: da Stonehenge alle food policy di New York, fino alle esplorazioni in Antartide, Rwanda, Tibet e Perù.

La Statale di Milano, dopo il caso di SpillOver, continua con LibrOAperto, un format che esplora le ricerche pubblicate dalla Milano University Press, affrontando temi che spaziano dalle condizioni delle donne migranti nelle campagne siciliane all’equità nell’istruzione terziaria. Anche Head Phones, un progetto di Unimore, si distingue per il suo approccio interdisciplinare: realizzato dal Laboratorio LEA (Laboratorio di Etno-Antropologia) in collaborazione con ANPIA, affronta i più disparati temi dell’antropologia e, più in generale, delle scienze umane, quali i conflitti internazionali come Gaza o questioni come il concetto di comfort.

Un caso particolare è poi quello dell’Università di Padova, che con Teaching for Learning si concentra sull’innovazione didattica: attraverso interviste a esperti, il podcast esplora metodi interattivi di apprendimento e strategie di valutazione, offrendo nuove prospettive sulla formazione universitaria.

Un nuovo modo di insegnare

Oltre all’intrattenimento e alla divulgazione, i podcast stanno trovando sempre più spazio nel mondo dell’educazione come strumento efficace ed innovativo per l’insegnamento. Essi, infatti, fungono da micro-lezione e un'applicazione concreta è nei contesti di didattica flipped. In questo senso, quindi, il podcast può essere impiegato come risorsa che sviluppa il/la docente e mette a disposizione dei suoi discenti: si tratta, quindi, di uno strumento media aggiuntivo volto a favorire l’apprendimento. Indubbiamente, è importante sottolineare che si tratta, tendenzialmente, di una modalità di apprendimento non eccessivamente formale e “stressante” per il discente: infatti, i podcast spesso sono caratterizzati da una riduzione sia della complessità tematico-concettuale sia della formalità del linguaggio. Per questo motivo, essi sono strumenti ideali per introdurre concetti, stimolare la riflessione e incuriosire gli studenti su nuovi argomenti. Al contempo, nonostante la loro facilità di consumption, il podcast sottintende una modalità di fruizione unidirezionale: c’è una consistente riduzione o assenza totale di interazione diretta tra speaker e ascoltatore. Questo rende ancora più importante contestualizzarne l’uso in un contesto di apprendimento che include diversi strumenti e modalità didattiche, in modo che i podcast siano un complemento prezioso, ma non un sostituto dell’interazione didattica.

Un caso applicativo molto intrigante è quello del podcast Il Potere di imparare, ideato come parte integrante dell'AIMOOK “Imparare con l'Intelligenza Artificiale” pubblicato da METID-Politecnico di Milano, di cui sono autrici le professoresse Susanna Sancassani e Daniela Casiraghi. Questo caso è particolarmente interessante perché il podcast si inserisce in un'architettura più ampia, ossia quella di un AIMOOK, che integra contenuti multimediali e attività didattiche in un percorso di apprendimento innovativo sull'Intelligenza Artificiale.

E un nuovo modo di apprendere e valutare

Oltre a essere un mezzo di fruizione, il podcast può diventare un importante strumento didattico quando sono gli studenti stessi a crearlo. Esiste, infatti, anche un’altra modalità di applicazione del podcast, come strumento che il professore introduce, ma la cui creazione e gestione viene affidata direttamente ai discenti. In questo caso, quindi, il ruolo del docente cambia: non fornisce un contenuto preconfezionato, ma guida i discenti nella produzione del loro podcast, trasformando l’attività in un vero e proprio progetto laboratoriale.

Un esempio interessante è sicuramente Chiedilo al Mattei, un podcast ideato dagli studenti del triennio dell'Istituto Tecnico e Liceo Enrico Mattei di San Donato Milanese. Qui non si trattano discipline specifiche, ma si risponde a dubbi e curiosità sulla scuola superiore con consigli e racconti informali, offrendo una guida utile ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado.

Nel momento in cui il podcast diventa parte del processo didattico, ovviamente, può (e forse deve) cambiare anche il modo di valutare l’apprendimento. In un episodio di Teaching for Learning, la prof.ssa Alejandra Chavarria, docente ordinaria del Dipartimento dei Beni Culturali, spiega proprio come la creazione di un podcast possa trasformarsi in uno strumento di assessment innovativo, permettendo di valutare non solo le conoscenze acquisite dagli studenti, ma anche le soft skill coinvolte in questo processo.

Concludiamo, guardando al presente… e al futuro

I podcast si stanno affermando come un mezzo versatile, capace di spaziare dall’intrattenimento alla divulgazione scientifica, diventando anche una risorsa innovativa per la didattica. Dagli atenei che li usano per condividere la ricerca, agli insegnanti che li introducono nelle classi flipped, fino agli studenti che li creano in prima persona, i podcast sono parte integrante della fondamentale trasformazione e diversificazione del modo in cui apprendiamo, comunichiamo il sapere e valutiamo. Guardando al presente, i casi sono numerosissimi; quelli menzionati in questo articolo sono solo alcuni esempi. E voi, conoscete altri progetti che utilizzano i podcast in modo innovativo? Avete mai sperimentato questo strumento nella formazione? Condividete le vostre esperienze, perché, guardando al futuro, il mondo del podcasting è in continua evoluzione e il confronto apre sempre nuove strade!