Il gruppo Lesdit al Kick Off
La nostra piccola grande comunità: racconti dal kick off LESDIT 25-26
Passaggio d'anno e nuovi ricercatori per LESDIT
di Alice Pierluigi
Per il Dottorato LESDIT, il kick off non è soltanto un appuntamento in calendario, ma un vero e proprio momento di soglia: la fine di un anno accademico e, insieme, l’inizio di un altro. Un passaggio di testimone che tiene insieme chi c’era prima e chi arriva ora. Infatti, in questi giorni abbiamo dato il benvenuto ai nuovi dottorandi e svolto le relazioni di passaggio d’anno. Due giornate ricche di suggestioni e intrise di quella multidisciplinarità e interdisciplinarità che costituiscono l’identità stessa di LESDIT. Ogni ciclo ha presentato il punto della propria ricerca, componendo un mosaico di temi, approcci e sensibilità diverse, che spaziano dall’educazione alla tecnologia, dalle scienze sociali alla didattica, dall’intelligenza artificiale alle pratiche culturali
Un mosaico di ricerche
C’è chi lavora sulle rivoluzioni didattiche e sul ruolo del docente nell’era dell’Intelligenza Artificiale, come Vanessa Pitrella, e chi indaga e l’experiential learning con l’IA generativa, come Federico Ruggiero. Sofia Foglia, invece, ha portato uno sguardo comparativo sulle concezioni della partecipazione politica dei giovani tra Italia e Colombia, mentre Martina Giorgi indaga l’auto-efficacia degli insegnamenti nell’inclusione attraverso un Tutor-AI assistant. Accanto a questi, ci sono progetti che intrecciano STEAM e inclusione nella scuola primaria (Sher Alam Khan), LLM e insegnamento del latino (Loredana Boero), plurilinguismo e new literacies (Serena Martini), fino a ricerche che toccano musica, arte, sostenibilità, gamification, design narrativo, educazione emotiva, patrimonio storico-scolastico e employability. Un elenco completo sarebbe lungo – e forse anche riduttivo – perché ciò che emerge non è solo la varietà dei temi, ma il dialogo continuo tra prospettive diverse, accomunate dalla stessa domanda di fondo: come cambiano l’educazione, l’apprendimento e la formazione in un mondo attraversato da trasformazioni tecnologiche, sociali e culturali profonde?
I nuovi ingressi del 41° ciclo, ma la stessa interdisciplinarietà
Quest’anno, poi, segna un ulteriore passaggio: con il 41º ciclo, il dottorato LESDIT da nazionale diventa consorziato. I nuovi ingressi sono nove, distribuiti in diverse sedi, ma l’animo distintivo resta invariato: anche nei profili dei nuovi dottorandi si ritrova lo stesso dialogo tra discipline, pratiche e visioni che caratterizza l’intero percorso. Ad esempio, Sara Guerra, pedagogista con una formazione in Media Education, porta con sé un interesse profondo per l’uso delle tecnologie nei contesti di apprendimento formali e informali. Il suo progetto si concentra sulle microcredenziali, ricostruendone la nascita e l’evoluzione tra teoria e pratiche educative, con l’ambizione di coniugare ricerca e applicazione concreta come instructional designer.
Francesca Pia Travisani, con un solido background in informatica e security engineering, incrocia competenze tecniche e passione per la didattica digitale. Il suo progetto esplora l’uso degli LLM per la creazione di ambienti di role-play destinati alla formazione in software engineering, simulando l’interazione con stakeholder virtuali e offrendo feedback personalizzati a supporto dell’apprendimento.
Michele Allegretti, invece, porta nel dottorato un percorso che unisce arti visive, didattica e progettazione. Formatosi tra pittura e arti visive, ha maturato esperienze di insegnamento in ambito artistico e progettuale, tenendo corsi di pittura, graphic design e User Centered Design presso l’Università di Torino e l’Accademia di Belle Arti di Cuneo. La scelta del dottorato LESDIT nasce dal desiderio di far dialogare arte e programmazione, riconoscendo in questo percorso uno spazio capace di tenere insieme interessi diversi e di esplorarne le connessioni nei contesti educativi.
Luca Taddeo arriva dalla psicologia sociale del lavoro e delle organizzazioni e da un forte interesse per la ricerca quantitativa. Il suo lavoro guarda alle tecnologie nella didattica a distanza, con un’attenzione particolare al ruolo dei supporti di Intelligenza Artificiale e al loro impatto sulla motivazione, sulle emozioni e sul rendimento accademico degli studenti.
Quattro percorsi diversi che si incontrano nello stesso spazio di ricerca. Ed è forse proprio questo il senso più profondo del kick off: non solo presentare progetti e risultati, ma riconoscersi parte di una comunità che cresce, cambia e si rinnova, anno dopo anno, attraverso il confronto, la contaminazione e la curiosità condivisa.
LESDIT e l’universitas ritrovata…
E vogliamo concludere tornando proprio alla riflessione di apertura di Pier Cesare Rivoltella, responsabile scientifico del dottorato. Nel suo intervento di introduzione al Kick off, ci ha ricordato come, alle origini, le università nascano come universitas: non semplicemente luoghi fisici o istituzioni burocratiche, ma corporazioni, comunità autonome di studenti e docenti, in cui persone provenienti da luoghi diversi si riunivano per discutere e “apprendere” insieme, dando vita a una comunità di sapere capace di autoregolarsi. Non a caso, il termine latino universitas indicava proprio un’associazione, una corporazione. Era un’idea di università profondamente comunitaria, fondata sulla solidarietà, sullo scambio culturale, sulla responsabilità condivisa del sapere. Ed è forse proprio questa dimensione che LESDIT sta provando, passo dopo passo, a ricostruire: una comunità di ricerca fatta di condivisione, confronto e supporto reciproco. Un luogo in cui le differenze disciplinari non separano, ma arricchiscono; in cui il percorso individuale trova senso dentro un cammino collettivo. Un po’ come un tempo…
