Prosper, Prepare, Protect: ecco il futuro dell’AI nell’istruzione spiegato da Mary Burns

Un momento del Convegno

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Prosper, Prepare, Protect: ecco il futuro dell’AI nell’istruzione spiegato da Mary Burns

Nell’ambito del ciclo di incontri “AI in Education – Workshop Series”, il Teaching and Learning Center - Università di Torino ha ospitato Mary Burns
di Loredana Boero e Michele Allegretti
 

Ora c'è una ricerca vera, con dati empirici importanti che la professoressa Mary Burns ha presentato a Torino, nel ciclo di incontri “AI in Education – Workshop Series” organizzata dal Teaching and Learning Center (TLC). Mary Burns è un riferimento di spessore, esperta di rilievo internazionale e research associate del Center for Universal Education della Brookings Institution, uno dei principali della ricerca a livello globale sui temi della qualità dell’istruzione e dello sviluppo delle competenze. I risultati del suo report parlano sottolineano più ombre che luci, nell'utilizzo della tecnologia. Pubblicato a fine gennaio, il report A New Direction for Students in an AI World: Prosper, Prepare, Protect, è figlio dello studio globale sull’intelligenza artificiale nell’educazione che ha coinvolto 505 partecipanti di 50 paesi — genitori, insegnanti, studenti ed esperti — con particolare attenzione agli adolescenti tra i 13 e i 17 anni, una fase particolarmente delicata per lo sviluppo cognitivo, sociale ed educativo.

Scopo del progetto è quello di aiutare lettori provenienti da diversi ambiti a comprendere il quadro attuale dei benefici e dei rischi dell’intelligenza artificiale nell’educazione dei bambini e dei ragazzi, e a individuare azioni concrete per sfruttarne il potenziale trasformativo a favore dell’apprendimento e dello sviluppo degli studenti.

Tre i presupposti fondamentali del rapporto: primo l’apprendimento dei bambini e dei ragazzi è alimentato dalle relazioni sociali e dal loro sviluppo complessivo (National Scientific Council on the Developing Child 2004); secondo, la scuola svolge molteplici funzioni interconnesse nella vita dei bambini e nella società; terzo l’idea che l’adozione della tecnologia rappresenti automaticamente innovazione e progresso non solo è falsa, ma rende più difficile capire come utilizzare efficacemente l’IA per migliorare l’educazione (la tecnologia contribuisce realmente al miglioramento educativo solo quando è inserita in strategie pedagogiche attentamente progettate e implementate).

Dalla ricerca emerge un quadro complesso. L’IA appare infatti nelle parole della Burns, come una vera e propria “arma a doppio taglio”: uno strumento potentissimo che può favorire personalizzazione dell’apprendimento e accesso alla conoscenza, ma che comporta anche rischi concreti se utilizzato senza adeguate competenze pedagogiche, etiche e regolatorie.

Sei i principali benefici individuati dal report:

1: l’IA può migliorare l’equità educativa riducendo le carenze di risorse nel sistema scolastico ed ampliando l’accesso all’istruzione.

2: l’IA può ottimizzare il tempo degli insegnanti, permettendo loro di concentrarsi maggiormente sugli studenti.

3: l’IA può migliorare l’apprendimento degli studenti.

4: l’IA può adattare l’apprendimento alle esigenze di ciascun studente.

5: l’IA può ampliare le opportunità di apprendimento per gli studenti neurodivergenti e per quelli con disabilità.

6: l’IA può migliorare e innovare i processi di valutazione.

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Accanto a queste opportunità, tuttavia, lo studio evidenzia rischi significativi, in particolare per gli adolescenti. Tra i più rilevanti sicuramente il rischio di cognitive offloading, cioè la delega sistematica dei processi cognitivi agli strumenti di IA, con possibili effetti sullo sviluppo del pensiero critico e sulla profondità dell’apprendimento.

I sei rischi principali individuati dal rapporto:

1: l’IA può compromettere lo sviluppo cognitivo degli studenti

2: l’IA può ostacolare lo sviluppo sociale ed emotivo degli studenti.

3: l’IA può degradare la fiducia nel sistema educativo.

4: l’IA può mettere a rischio la sicurezza degli studenti.

5: la dipendenza dall’IA può ridurre l’autonomia e la capacità di iniziativa degli studenti.

6: l’IA può ampliare le disuguaglianze educative.

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La chiusura di questa prima parte di esposizione è incisiva: sulla base dello studio condotto, della letteratura scientifica e delle persone intervistate, la conclusione è che al momento, per il modo in cui l’AI è utilizzata in ambito educativo, i rischi superano – anche se non drasticamente, per fortuna - i suoi benefici. Mary Burns spera che questa situazione possa cambiare a breve, ma sottolinea che al momento in termini di rischi e benefici sono superiori i primi con un 54% contro il 46%.

Il framework educativo

Per affrontare queste sfide, il report propone un quadro d’azione indifferibile e necessario sintetizzato in tre parole chiave: Prosper, Prepare, Protect. Infatti, proprio perché l’IA generativa è ancora una tecnologia relativamente recente, esiste una finestra di opportunità per orientarne lo sviluppo in senso educativo e responsabile.

Prosper. Le raccomandazioni del pilastro Prosperare mirano a trasformare le esperienze di insegnamento e apprendimento affinché i giovani possano prosperare in un sistema educativo in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente. Gli studenti possono trarre beneficio da un uso attento e calibrato dell’IA, utilizzandola solo quando rafforza l’impegno e il coinvolgimento cognitivo degli studenti, invece di sostituirli. Ciò richiede anche un’integrazione pedagogica di alta qualità, che combini l’IA con pratiche didattiche fondate sulla ricerca e orientate all’apprendimento profondo.

Prepare. Le raccomandazioni del pilastro Preparare si concentrano sullo sviluppo delle conoscenze, delle competenze e delle strutture necessarie affinché studenti, insegnanti, famiglie e sistemi educativi possano integrare l’IA in modo etico, efficace e umano. Questo attraverso una alfabetizzazione all’IA di tipo olistico, che sviluppi la comprensione delle sue potenzialità, dei suoi limiti e delle sue implicazioni. È inoltre fondamentale promuovere una formazione professionale solida per gli insegnanti, che fornisca loro le competenze necessarie per insegnare con e sull’intelligenza artificiale.

Protect. Le raccomandazioni del pilastro Proteggere riguardano lo sviluppo e l’implementazione di misure di tutela per salvaguardare la privacy degli studenti, la loro sicurezza, il benessere emotivo e il loro sviluppo cognitivo e sociale. Gli studenti possono essere protetti attraverso una progettazione etica e affidabile degli strumenti di IA, in cui le misure di sicurezza siano integrate fin dalla fase di sviluppo della tecnologia. A questo si affiancano forme di governance responsabile, basate su quadri normativi chiari e robusti.

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Un ruolo fondamentale è svolto anche dagli adulti — insegnanti e genitori — che devono guidare e modellare un uso sano e consapevole della tecnologia, sia a scuola sia a casa. Queste azioni possono contribuire a garantire che l’intelligenza artificiale sostenga realmente l’apprendimento, mantenendo allo stesso tempo i bambini al sicuro e favorendo il loro sviluppo in un mondo sempre più influenzato dall’IA.

Ma come attuare tutto questo?

L’intervento propone una visione ecosistemica dell’intelligenza artificiale nella scuola. Governi, finanziatori, aziende tecnologiche, sistemi educativi, organizzazioni della società civile, famiglie, ricercatori e studenti devono essere coinvolti nella progettazione, nell’adozione e nel monitoraggio delle pratiche di uso dell’IA. In particolare, il rapporto sottolinea che gli studenti non devono essere soltanto destinatari di decisioni prese da altri, ma partecipanti attivi nella definizione di politiche e pratiche che incidono sul loro apprendimento. In questa prospettiva, le dodici raccomandazioni finali costituiscono un invito all’azione condivisa per orientare l’IA verso un uso realmente educativo, equo e responsabile.

Mary Burns ha concluso il suo intervento con una citazione di cui non rivela subito autore e soggetto: «È destinata a rivoluzionare il nostro sistema educativo. Tra pochi anni sostituirà in gran parte, se non del tutto, i libri di testo. Toccherà ogni ramo della conoscenza umana. Sarà l’educazione del futuro con un’efficienza del 100%. Questa tecnologia non ha limiti.» Le parole sono del 1922 e appartengono a Thomas Edison, che con queste attribuiva al cinema la capacità di “rivoluzionare l’educazione”. Il riferimento storico serve a ricordare come ogni nuova tecnologia sia stata accompagnata da promesse di trasformazioni radicali della scuola. Da qui l’invito a mantenere uno sguardo critico e informato, capace di evitare sia facili entusiasmi sia atteggiamenti di rifiuto aprioristico.

Per maggiori informazioni e per scaricare il full report, è possibile consultare il sito:

https://www.teachingandlearningcenter.unito.it/it/eventi/ai-education-workshop-series-2-6-march